Ma che succede nei rapporti interpersonali ?

Buongiorno amici,

quello di oggi non é un articolo di incoraggiamento; si tratta piuttosto di una riflessione su di un tema spinoso: ovvero l’estrema supercialità con cui si tende a vivere i rapporti interpersonali in questi tempi.

superficialità

Ma che é successo? Dico, é diventato così difficile instaurare delle relazioni affettive sane, fatte di impegno reciproco, rispetto, costanza, fiducia e altruismo?

Lasciare che le cose scorrano così come sono, provando entusiasmo e curiosità per gli altri e il sano e del tutto naturale desiderio di conoscerli senza troppe paranoie né tentativi di manipolazione?

Perché é diventato così difficile entrare in contatto con un altro essere umano spontaneamente, senza essere mossi da secondi fini?

Vedo le frequentazioni “amorose” tra uomo e donna…Un vero disastro! Sembra che si faccia a gara a chi é il più s*****o, a chi é più bravo a mostrare indifferenza pur di tirare l’amo giusto e far abboccare l’esca.

Ostentazione, indifferenza, finzione…Sembrano essere queste le parole attorno a cui ruota tutto.

E’ davvero così difficile trovare l’autenticità nei rapporti interpersonali? Che fine hanno fatto le persone VERE, quelle che fanno le cose col cuore senza tattiche, senza tentativi di manipolare gli altri o doppi fini?

Dov’è finita la spontaneità che c’era al tempo dei nostri genitori?

spont

Io non lo so dove sia finita, so solo che ad oggi, nel 2018, é veramente difficile trovare persone genuine con cui poter instaurare dei rapporti sani, autentici, pieni.

Nessuno ha più voglia di impegnarsi, siamo stati sovrastimolati così tanto e per così tanto tempo, che sembra che oramai nessuno abbia più voglia di nulla..Se non della caramellina immediata per placare il bisogno di fame che sa di vuoto e di mancanza di stimoli.

La verità è che nell’epoca del consumismo sfrenato le persone non hanno più tempo per le relazioni; non si ha più tempo per prendersi cura degli altri; nè voglia di aver cura degli altri, e questo perchè viviamo in una società che induce all’apoteosi dell’egoismo e in cui il concetto dell’ “altro da sé” non é nemmeno più contemplato.

Ovunque vedo persone che hanno paura di affezionarsi, persone che hanno paura di viversi, di fidarsi, di riporre negli altri fiducia e di far fiorire qualcosa insieme.

Le le relazioni tra uomo e donna si sono ridotte ad essere più una semplice “toccata e fuga” che non altro: ormai non si ha più voglia di scoprirsi, nè di conoscersi e men che meno di trasmettersi a vicenda qualcosa di “pieno”.

maschera-apparenza

Oramai si è diffusa questa tendenza di guardare agli individui allo stesso modo in cui si guardano gli oggetti, da usare e poi buttare, esattamente come facciamo con le merci che compriamo e poi gettiamo compulsivamente spinti dall’ottica mediatica che esalta all’ennesima potenza la novità, impaziente di tenere il passo con la moda, il ché significa adagiarsi a tempi sempre più veloci quanto altrettanto poveri e vuoti.

Le persone lavorano 8, 10 ore al giorno, e poi devono stare dietro alla palestra per tentare di assomigliare alla modella di turno, e poi fare il corso di inglese perchè si sa, se non sei bilingue in una società multiculturale come la nostra allora non vali granchè, e cosi tra una cazzata e l’altra nessuno ha più tempo per nulla, nemmeno per coltivare i rapporti sociali. Cosi’ è successo che le nostre esistenze si sono private dell’interiorità, della dimensione dello scambio, di profondità…insomma, di tutte le dimensioni più sotterranee e intime di cui è composta la vita psichica umana.

Si é velocizzato tutto: così come ci basta premere il tasto di accensione del telecomando per sapere cosa succede dall’altra parte del mondo, pretendiamo di applicare la stessa velocità fulminea  anche sul piano delle relazioni: per cui non esiste più il rispetto dei tempi, non esiste più la gradualità, il procedere insieme per tappe, la curiosità nel  mostrarsi a poco a poco, la gioia dello scoprirsi a piccole dosi, lentamente, passo dopo passo.

No. Esiste solo il “tutto e subito”, e  si tenta di appliccare anche con le persone lo stesso principio che applichiamo con le merci, in cui basta tirare fuori il portafogli per avere immediatamente ciò che si brama.

consumismo

Il corteggiamento non è più corteggiamento, oramai è stato linciato: non esiste più. L’attesa del piacere ha lasciato spazio al piacere stesso vissuto all’ennesima potenza, all’emozione forte, al gusto dello spericolato, a una trasgressività che oramai è diventata omologazione, abitudine, e agli eccessi.

Le droghe circolano nei locali con tanta immediatezza quanto basta per placare il fiume di noia in cui sono attanagliati i nostri giovani, che proprio perchè non hanno più tempo per attendere, per sperimentare anche la stessa dimensione del vuoto, si annoiano sempre più facilmente in quanto manca l’accettazione della noia stessa, l’assenza di emozione.

Nei rapporti tra uomo e donna, conoscersi ormai non é più conoscersi, conoscersi equivale ormai a “saltarsi addosso”, la pazienza, l’attesa sono cose ormai “fuori moda” (non che io sia contraria alla libertà sessuale, ognuno del suo corpo può fare ciò che vuole… ma se frequento un tipo che dopo un tot di tempo molla la presa solo perchè é stato abituato ad impegnarsi poco con ragazzette che gliela danno la prima sera..beh allora il problema dei suoi comportamenti inevitabilmente finisco per sobbarcarmelo anche io, con tutte le conseguenze che questo comporta).

E’ da anni che le mie relazioni sentimentali non funzionano. E guardandomi attorno mi accorgo che la stessa situazione la vivono le mie amiche, le conoscenti, i conoscenti.

Magari fosse solo un problema mio, significherebbe che lo potrei facilmente risolvere uicamente lavorando su di me!

La realtà dei fatti però purtroppo dimostra che questo é un problema sociale globale.

Tra gli anni 90 e i 2000 abbiamo perso molto.

Il materialismo ha finito per travolgerci nella spirale dell’accumulo, lasciando le cose prive di senso.

Io mi volto e mi accorgo che è tutto privo di senso. Il voler accumulare sempre di più, senza mai arrestarsi. Il sacrificare il vecchio per il nuovo, senza nemmeno che il vecchio venga in qualche modo valutato.

La competizione che ci porta a fare gara con altri esseri umani, anche se siamo del tutto ignari di quale sia la loro vera vita al di là dell’apperenza, di quali siano i  problemi, al di là della facciata, con tutti i drammi personali.

egoista

La mancanza di empatia nelle relazioni, questo voler anteporre con cosi tanta assiduità se stessi prima degli altri, come se davvero fossimo piu importanti, come se davvero non fossimo solamente microscopiche briciole che galleggiano in questo macro-universo.

La profondità ormai non va più di moda: abbiamo perso tutto, abbiamo venduto i valori della vita solo per possedere più merci, più comfort e abbiamo finito per diventare ridicoli, frustrati, vuoti.

Schiavi del tempo e privi di personalità, di moralità, di spessore psicologico.

Non sappiamo più che cosa sia il silenzio, non sappiamo più cosa sia la dimensione della calma, della tranqullità mentale.

Abbiamo 1000 amici sui social ma non troviamo più il tempo per vederci una volta al mese con l’amico di infanzia.

Abbiamo centinaia di rapporti virtuali, ma abbiamo perso la voglia di scoprire cosa si celi dentro all’anima di un altro essere umano, andando oltre le apparenze, andando oltre le minigonne, andando oltre la foto photoshoppata profilo di Facebook.

Abbiamo creduto di prendere tutto, mentre in realtà abbiamo perso tutto.

Ci siamo auto-convinti di essere più originali degli altri possedendo l’Iphone di ultima generazione, ma la realtà è che siamo solo più omologati, più spenti, più alienati.

La gente fa la fila nei saloni dell’estetista, fa la fila nelle palestre, fa la fila per prendere il nuovo modello di BMW, ma di una cosa si dimentica: di coltivare la propria persona, di fare i conti con la propria interiorità

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Perchè se non si coltiva la propria anima, come si può pretendere di avere relazioni ricche, funzionanti con gli altri?

Mi guardo attorno e vedo persone che per lo più si avvicinano agli altri mossi dall’intenzione di prendere; l’atto del dare è ormai stato svuotato di tutto il suo significato.

L’altruismo viene elargito col contagocce, sono poche le persone altruiste che ho la fortuna di avere accanto nella mia vita.

Ma una domanda dovremmo farci: se tutti nelle relazioni vogliono solo prendere, ma nessuno vuole più dare, allora, cosa mai si potrà prendere? Nulla. Perchè se non c’è nessuno che dà, allora non si può prendere assolutamente nulla..perchè non c’è proprio nulla da prendere

E’ tutto cosi  vuoto, finto, artefatto, privo di senso.

Affacciandoci agli anni 90 ci sentivamo dei vincitori, i nostri occhi brillavano incoraggiati dalle promesse di una felicità mai arrivata del sogno americano.

Abbiamo creduto a lungo di aver vinto, ma siamo solo dei perdenti.

cuore-spezzato

E con questo stendo un velo pietoso sulla società del progresso che più che del progresso è unicamente, tristemente, pateticamente niente altro che una socieà dell’indifferenza.

Che amarezza

E con questo velo pietoso vi lascio

Gaya

 

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SMETTERE DI LOTTARE CONTRO I MULINI A VENTO E LASCIARSI ANDARE ALLA VITA

Ciao a tutti, amici.

mulini a vento

 

L’ispirazione per questo articolo viene dalla particolare situazione che sto vivendo e da una serie di riflessioni che mi hanno portato ad imboccare una pista diversa rispetto a quella che seguivo normalmente in passato.

Gap sentimentali: lui mi chiede di uscire, diventiamo amici, mi piace, io gli piaccio, aspetto che si faccia avanti..E nel frattempo un’altra me lo ruba sotto il naso!

Potete immaginare come sia stato veder crollare in un istante tutti i castelli in aria che mi ero già fatta.

box donne

La mia prima reazione è stata: “Adesso me lo riprendo!”, anche se non era nemmeno mio.

Ed era esattamente quello che stavo per fare.

In fin dei conti sapevo che lui é parecchio attratto da me, forse anche più di quanto non sia attratto da lei: la mia unica pecca è stata quella di rimanere un pò indietro coi tempi.

Fino a che tra un ripensamento e l’altro mi sono detta: “ALT!”

Insomma, che senso ha lottare contro i mulini  a vento?

Perchè mai dovrei imbegolarmi in una situazione scomoda da classico triangolino che non farebbe altro che portarmi stress su stress?

Me ne sono fatta una ragione e per la prima volta ho spostato il mio focus su altro.

Insomma quanti ragazzi ci sono su questo Pianeta? Tantissimi.

Ho pensato che se la vita mi stava portando una situazione spigolosa..Allora forse era il caso di lasciarla li dov’era, lasciare andare il più possibile i miei sentimenti verso questo ragazzo e concentrarmi su altro, sul bello che la vita mi può offrire adesso, nel presente, e nel futuro, probabilmente con qualcun’altro.

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E udite udite..Sono stata bene.

A che serve, in fondo, lottare contro i mulini a vento se si tratta di una lotta che non porta nient’altro che stress, esaurimento energetico e malumore?

Perchè dobbiamoa tutti i costi imbarcarci in situazioni incasinate, se la vita di per sé non lo richiede, se il naturale corso delle cose seguirebbe un’altra via?

E questo ragionamento non vale solo per il piano sentimentale, ma per tutto.

Ricordo quando lavoravo 44 ore a settimana, con tanto di turni notturni di 14 ore no-stop in un ambito che non faceva altro che portarmi frustrazione.

Io ce la mettevo tutta, facevo straordinari su straordinari, ero accondiscendente, facevo tutti gli extra che mi venivano richiesti..E il risultato era che oltre a fare un lavoro che mi esauriva psichicamente e fisicamente, venivo anche considerata “inadeguata” da colleghi e superiori.

Inutile dire che quando allo scadere del contratto mi hanno chiesto di fare un mese in più con loro, ho senza alcuna esitazione rifiutato.

Sarebbe stata l’ennesima lotta contro i mulini a vento .

Fare un lavoro che non piace, frequentare persone che non fanno altro che rubarci energie, vivere situazioni che non ci portano più nulla di gratificante, ed ostinarsi a continuare: ecco che cosa significa “lottare contro i mulini a vento”.

pugilato donna abbraccio

Si perchè, quando la vita ci presenta delle situazioni scomodi, delle situazioni frustranti, incasinate, poco appaganti o addirittura insostenibili..Forse una sola cosa dovremmo fare: trovare il coraggio di alzare i tacchi e andarcene.

Sia che si tratti di un lavoro, sia che si tratti di una situazione sentimentale spigolosa..Insomma che senso ha?

Che senso ha sprecare fiato,energie e mettercela tutta, se poi tanto i risultati sono scarsi?

La nostra energia é preziosa.

Per questo dobbiamo imparare ad usarla bene, anzichè metterla nelle mani del primo idiota che non sa cosa farne.

Fate un lavoro che ormai detestate da tempo, che vi toglie sempre di più dandovi sempre meno? Abbiate il coraggio di lasciarlo per qualcosa di meglio, che vada maggiormente incontro alle vostre esigenze, e se possibile anche alla vostra personalità.

E’ da un anno che vi siete cimentati in una love story che non si può dire che tra alti e bassi procede, quanto piuttosto arranca a fatica?

Rompete. All’istante. Anche se per ora al vostro fianco non c’è ancora nessuno.

La vita a volte porta le sorprese migliori nell’esatto momento in cui la si smette di lottare contro i mulini a vento, in cui si ha il coraggio di chiudere le porte al passato per concentrarsi finalmente sul presente, anche se questo a volte significa fare i conti con l’ignoto, il senso di instabilità e lasciare da parte le proprie sicurezze.

palloncino

E’ un vero salto nel vuoto..Ma a volte dopo essersi lanciati si trova un terreno più fertile di quello da cui ci siamo lasciati precipitare.

Spesso quando parlo con le persone mi accorgo che in tante vivono nel passato, e vi rimangono attaccate morbosamente anche se questo è burrascoso..solo per evitare di fare i conti col presente. Di guardare in faccia la realtà, ovvero che non hanno costruito nulla, che da tempo hanno smesso di creare, di sognare, e di reinventarsi soltanto per rimanere aggrappati all’idealizzazione di qualcosa che ora non c’è più. E’ come rimanere congelati in un’illusione e guardare la vita scorrere dimenticando di essere noi gli attori del QUI ed ORA.

Ma la verità è che chi vive nel passato, il presente non sa nemmeno coglierlo, dal momento che non lo vive proprio, e non riesce nemmeno a scorgere le meravigliose occasioni che gli capitano, poiché il suo focus ormai si è ristretto e considera solo una minuscola fetta di realtà, tralasciando tutto il resto.

Soltanto se la si smette di lottare contro i mulini a vento, soltanto se si ha il coraggio di lasciar da parte emozioni, pensieri ed ossessioni e fissazioni su di una particolare persona o cosa del passato, o di un presente che però non ci fa stare bene, la vita può regalarci meravigliose sorprese che nemmeno ci aspetteremmo.

Lasciate andare il passato  e smettetela di far fuori energie indirizzandole verso cose o situazioni inutili, o ancor peggio nocive, oppure ancorache esistono solo nella vostra testa e arrendetevi al presente.

Senza resistenza. Senza astio. Con totale leggerezza (che non è superficialità!!) e fiducia.

Abbiate il coraggio di fluire nella vita con un sentimento di fiducia anzichè ostinarvi a voler trattenere a tutti i costi qualcosa di ormai morto e decrepito.

Arrendetevi al presente, lasciatevi fluire dall’oceano della vita e imparate a cogliere l’infinita bellezza e tutto il mare di opportunità che vi si presentano.

Se adotterete questo atteggiamento vi posso assicurare che le buoni occasioni non tarderanno ad arrivare.

abbraccio

Vi abbraccio forte e vi auguro un buon pomeriggio.

 

 

 

 

Piccoli pensieri sulle malattie…</3

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Non so perché stia scrivendo questo articolo, non era previsto.

Oggi mi sento il cuore così strabordante di dolore che sento il bisogno di scrivere, fosse solo per alleggerirlo un pò e se possibile mandare un messaggio semplice che arrivi un pò a tutti.

Ultimamente mi capita sempre più spesso di avere a che fare con persone che stanno davvero male.

Non parlo di cuori spezzati, argomenti soft. Parlo di tutte quelle persone soprattutto giovani, che a 30 anni si ritrovano a dover fare chemio su chemio o ad essere sottoposte a continue operazioni per asportare tumori.

Credo che non ci sia niente di peggio che vedere qualcuno a cui vuoi bene ammalarsi e non poter fare assolutamente nulla.

Io credo che la vita sia di per sé già abbastanza complicata e portatrice di un notevole carico di sofferenza per farsi ulteriori paranoie che non servono assolutamente a nulla.

Oggi sento pesante nel mio cuore il peso dell’impotenza.

C’è una persona a cui voglio bene che sta male, tumore.

E in tutto questo non posso che sentirmi così frustrata, così impotente nel non poter fare assolutamente nulla.

Con tutte le persone che ho conosciuto ultimamente che non stanno bene..credo pagherei oro per dare almeno un briciolo della salute di cui godo io.

E invece nulla, non posso fare nulla se non rimanere ferma immobile ad osservare inerme la sofferenza, la malattia altrui.

E vi dico una cosa: in tutto questo, oltre che triste e frustrata, mi sento anche tanto arrabbiata.

Arrabbiata con sta socieà di m***a che ti promette il sogno americano e poi ti fa ammalare di stress prima dei 50 anni.

Arrabbiata con tutto lo schifo che mettono nei cibi da supermercato, già perchè la correlazione tra alimentazione e tumori é molto forte.

Arrabbiata perchè si dice sempre che i livelli di inquinamento nell’aria verranno presto monitorati, ma nessuno di fatto fa mai un cavolo.

E soprattutto arrabbiata perchè, in tutta questa enorme presa per i fondelli, ancora veniamo trattati un pò tutti dalla società come se fossimo solo dei numeri, delle pedine.

Lo Stato dice di tenere alla nostra salute, ma di fatto le cure offerte gratuitamente sono solo di un certo tipo, e non sempre risolutive.

La medicina occidentale e quella orientale lottano da sempre, e solo pochi medici hanno il buon senso ( e le palle) di cercare di integrarle.

Big Pharma, si sa, non é un’azienda nata con l’intenzione di aiutare, ma di fare profitto innescando un meccanismo di dipendenza dai farmaci.

Non vedo granchè di salutare in tutto questo. Pure la sanità è diventata territorio di conquista del profitto, e tutto questo mi inorridisce, mi schifa profondamente e mi rende ancora più avvilita.

E con queste riflessioni vi lascio, sperando di non avere incupito la vostra mattinata, e vi auguro una buona giornata e anche, se possibile, una buona salute.

 

 

Pensieri

24 – 03 – 2018

Sono stanca di accender la tv e vedere ovunque tette e culi.

nuvole-sole

Per una volta soltanto, vorrei che ci si concentrasse di più su ciò che REALMENTE andrebbe CAMBIATO, sull’intensità del dolore REALE: i bambini che muoiono di fame, lo sfruttamento del Pianeta, la sofferenza della malattia fisica e mentale, la mancanza di risorse.”

Solo così potremo fare un mondo migliore…

lacrime part

 

Io appartengo alla piccola categoria di quelli che ci credono ancora. E voi?

 

Gaya

Gli inganni di Chronos: RENDIAMO il TEMPO RICCO!

 

Buon pomeriggio e buona primavera a voi amici!!

orologiomolleblog.

La riflessione di oggi verte sulla costante Lotta nella quale siamo tutti immersi tra la mancanza di Tempo e il bisogno di tempo…

antidepressivi-salute-farmaci-suicidi

In una società come la nostra, in cui la cultura capitalista occidentale fa continuamente leva sul concetto di produttività, sono sempre più gli esseri umani che, travolti dalla frenesia che li mastica e poi li inghiotte violentemente in un circuito stressante senza fine, lamentano di non avere mai Tempo!

 

Eh sì, perché aumentano sempre più le persone che, travolte da questa iper-frenesia imposta volutamente e crudelmente dalla società, finiscono a passare la propria Vita a sacrificare tutto il loro tempo in diverse attività, senza che poi ne rimanga neanche una briciola per loro stessi!

Non deve sorprendere dunque che, in una società che ci costringe a lavorare, comprare, spendere ecc. a ritmi ultra-frenetici e in-naturali, i disturbi d’ansia stiano quadriplicando!

FRENESIA BLOG

 

Del resto la frenesia non é una situazione di per sé naturale..

 

Grazie al Cielo, esistono ancora Persone che alla quantità su cui fa leva la società, antepongono con determinazione il valore della qualità.

Volete stare bene? Volete Avere TEMPO, anche se di tempo ne avete sempre poco?

Benissimo, imparate a prendervi del tempo per Voi stessi!

Trovate anche solo una mezz’oretta al giorno che vi consenta di Dedicarvi interamente a voi stessi..Per far che? Chiederebbe un umano assorbito dal sistema che si é persino scordato di come si gode naturalmente del tempo libero.

Ozio, lo chiamavano i Romani, e questo termine non aveva certo una connotazione negativa come ce l’ha ora!

Come fare a dare senso al tempo? Concentratevi sulla QUALITA’, piuttosto che sulla quantità..

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E allora via a fare quello che vi piace!

Musica, pittura, scrittura, attività sportive? Non importa quali siano i vostri gusti, l’importante è cominciare!

Fare di questa mezz’oretta una costante di quasi o tutti i giorni, non sarà facile..E’ normale che il cervello all’inizio opponga resistenza alla creazione di una nuova abitudine..

E se non sapete più quali sono i vostri gusti! Beh allora significa che avete perso una parte di voi, una parte con cui siete nati e che molto probabilmente avete finito per dimenticare..

(Sul discorso del ritrovare Se stessi parla il mio ultimo articolo )

E se non vi piace più niente allora riscoprite la gioia dello sperimentare..Chissà mai che un giorno non inciamperete per caso in qualcosa che vi piace, che vi faccia ri-innamorare di tutto il vostro tempo perso!

 

erahermes

 

Buona giornata Amici,

a presto

LA MAGIA DI ESSERE SE STESSI: Uscire del pensiero di gruppo per ritrovare il bello di pensare e agire con la propria testa

 

Il detto “L’unione fa la forza”, é bello sì, ma fino a un certo punto.

Se da una parte sprizza entusiasta messaggi di solidarietà che sono tutt’altro che negativi, dall’altra non sembra valorizzare altrettanto la dimensione della singolarità che è propria di ciascun individuo, aspetto che dovrebbe essere maggiormente considerato in un’epoca come la nostra che sprizza omologazione da tutti i pori.

Eh già, perchè al di là dell’avvento delle nuove tecnologie, al di là del consumo senza limiti che viene spacciato per libertà ma che di libero non ha proprio nulla (e che di fatto porta all’esatto opposto della libertà, e cioè all’insabbiamento delle coscienze, creando nel concreto teste inconsapevoli ed atteggiamenti compulsivi del tutto automatici che di personale e relativo all’esercizio del libero arbitrio non hanno proprio nulla ), sono diversi gli studiosi che concordano nell’affermare che l’omologazione che caratterizza la nostra epoca ha raggiunto livelli pari a quelli dei tempi fascisti.

Allora, dunque, cosa fare in un’epoca in cui essere se stessi non é più di moda proprio perchè la moda ha deciso, così da un momento all’altro, che per poter stare bene con se stessi é necessario assomigliare agli altri? Snaturarsi?

Verso cosa dirigersi per salvare il briciolo di individualità che appartiene ad ognuno di noi se ogni volta che apriamo un canale televisivo veniamo bombardati da personaggi che si comportano tutti nello stesso modo, si vestono tutti allo stesso modo, e addirittura sorridono tutti allo stesso modo?

Qual é il tipo di rivoluzione che dobbiamo fare in un mondo in cui sembra che nessun tipo di rivoluzione riesca più a sortire il benché minimo effetto?

Riappropriarsi della propria individualità, ecco cosa si deve fare.

 

Cambiate voi stessi, o meglio recuperate voi stessi in toto, se volete cambiare il mondo.

Smettetela di voler assomigliare a qualcun altro. Lasciate per sempre nel dimenticatoio questa assurda idea. Si tratta di un atteggiamento non solo inutile, ma anche dannoso; un’idea del genere é talmente pericolosa che meriterebbe addirittura di essere abolita dalla Legge 😉

O meglio…Questo accadrebbe in un bel mondo utopico in cui tutte le persone sono felici e libere di esprimere loro stesse.

Ma purtroppo il mondo di oggi non é così…Viviamo in una società che ricorre ad ogni possibile mezzo per omologarci, e il cui unico scopo é quello di renderci dei consumatori schiavi e controllabili, per cui é normale che chi vende un prodotto voglia che i gusti delle persone siano tutti uguali. E che i lavori siano tutti uguali. E che le vite siano tutte uguali… Insomma, che gran m…Non trovate? 😉

E poi, perché dover piacere alla società?

In fondo, cosa siamo Noi per Lei?

La verità è che per la società siamo solo microscopiche ed insignificanti pedine volte a creare profitto. Siamo cose che devono creare reddito, produrre…Per fare ingrassare le tasche a qualcuno di molto, molto più potente e in alto di noi, che – credetemi – di alcune leggi, psicologiche o di altra natura é ben consapevole,ed in grado di sfruttarle al meglio per ottenere i propri fini egoistici.

Ma noi, di fatto, cosa possiamo fare? O meglio, cosa DOBBIAMO fare?

La risposta é semplice: trattare la società nello stesso modo in cui lei tratta noi. Ignorarla. Smetterla di darle valore, smetterla di seguire i canoni dominanti.

Spogliarsi delle infinite maschere che i canoni sociali ci hanno messo addosso, e iniziare finalmente a lasciare respirare libera l’anima donandole la possibilità di esprimersi, un’anima viva e nuda che non ha vergogna di mostrarsi per quello che è perchè sa già di essere perfetta.

Se volete recuperare Voi stessi, la vostra parte più autentica, iniziate innanzitutto a riflettere…

Quante delle vostre azioni sono realmente vostre, dettate da parti vere e profonde di voi, dal Cuore, da parti realmente sentite, da Desideri realmente Vostri…E quante invece sono le azioni indotte unicamente dal bisogno di far parte di un gruppo, di essere accettati dagli altri, di corrispondere alle aspettative della società?

Di fronte al bisogno di piacere agli altri, io vi rispondo: FREGATEVENE!!!

Del giudizio degli altri, fregatevene!

Delle opinioni e critiche negative (e distruttive) altrui, fregatevene!

Si vive meglio!…Provare per credere! 😉

 

Vivendo diversamente, iniziando cioé a Vivere Veramente, non solo trarrete beneficio per voi stessi, ma senza neanche volerlo apporterete benefici nelle vite di coloro che vi circondano.

Avanti,su!

IL MONDO HA BISOGNO DI AUTENTICITA’!!!

Basta omologazione, solo autenticità.

 

Ormai siamo arrivati a un punto limite, siamo tutti così stanchi.

Siamo stanchi delle veline dai corpi e dagli abiti tutti uguali, stanchi del sorriso degli uomini del mondo dello spettacolo, che sono così staccati dal loro Essere da negare persino l’esistenza di una lacrima. Stanchi persino di tutti questi vestiti creati in serie uno uguale all’altro al solo scopo di creare profitto, stanchi di tutta questa falsità, di tutto questo dover essere e di tutte queste stronzate.

Io vi invito a fare una cosa: siate voi stessi!

Lasciando per una volta da parte le aspettative sociali., che altro non sono che un costrutto sociale entrato nelle vostre menti ma di cui potreste tranquillamente fare a meno.

Provate a pensare che ne sarebbe se le persone anziché buttare via tempo ed energia inseguendo i sogni dei genitori e adottando comportamenti non propri solo per fare un favore alla società impiegassero tali risorse in cose più utili…Che ne so…Anche solo nel perseguimento di un obiettivo PROPRIO, di un sogno PROPRIO o nell’aiuto di altre persone…

Fate caso al fatto che questi tipi di gabbie sociali non sono stati create per regolare il mondo, fare ordine insomma…ma servono solo a rendere le persone ogni giorno più infelici e schiave.

Anche perché – si badi bene – un conto è comportarsi in maniera etica verso se stessi e gli altri…Un altro doversi omologare alle aspettative di mamma, zio, papà e società solo perché il sistema lo ha richiesto. O meglio imposto.

Che alla fine se ci pensiamo siamo tutti nati liberi, ma di fatto liberi non lo siamo più da un pezzo!

 

Questo è ciò che toglie vita alla Vita…riducendo l’esistenza ad una fotocopia grigia uguale identica alle altre, una griglia in cui ci hanno rinchiuso per evitare che avessimo il coraggio di vivere una Vita Vera…Una vita con la V maiuscola. Più entusiasmante.Più creativa.Più vera. Una vita che ci appartiene sul serio insomma.

Volete tornare alla Vita Vera?

Se sì, iniziate a fare questo piccolo esercizio: potetevi delle domande. Piccole domande, non é necessario che facciate la più approfondita autopsicoanalisi del profondo.

E’ a piccoli passi e con piccoli sforzi che si raggiunge un traguardo. Un mattone dopo l’altro, finché poi un bel giorno…Voilas! Abbiamo di fronte a noi un bell’ edificio.

Semplici domande come “Come sto oggi?” o “Sto facendo realmente quello che sognavo da piccolo?”, per iniziare vanno benissimo.

E poi, ricordate: non é importante ottenere una risposta subito. Non è questo ciò che conta; c’è tempo, non è una gara.

Per certe cose bisogna avere pazienza, specialmente se non si é più abituati a dialogare (realmente) con se stessi…

La cosa importante é assumere una posizione di ascolto, scegliere di ascoltarsi, a prescindere da quanto dolorose e insoddisfatte potranno essere le risposte che giungeranno da parti di noi più profonde, che forse avevamo persino dimenticato.

Se abbiamo perso per così tanto tempo il vero contatto con noi stessi, é normale che una parte di noi faccia una certa resistenza prima di iniziare a parlare…In fin dei conti, per quanto tempo, per quanti anni siamo stati Noi ad aver ignorato Lei? Non ha forse il diritto di esprimere a modo suo la sua sofferenza, di farci notare in qualche modo che l’abbiamo ferita?

 

Un’altra cosa che vi invito fortemente a fare é quella di smettere, almeno parzialmente, di adottare sempre per qualsiasi cosa facciate o decisione prendiate, un’ottica di gruppo.

Okey, magari non state incollati alla TV 24 ore su 24, ma in ogni caso se anziché fare, sentire e pensare le cose in maniera autonoma, le fate sempre sulla base di ciò che il vostro gruppo sociale, o i vostri amici, o la vostra famiglia ha fatto, sentito o pensato…beh, anche in questo caso non state agendo da uomini liberi.

Magari non vi importerà più di tanto assomigliare alla velina di turno, ma adotterete comunque comportamenti in maniera pressoché automatica che di fatto non sono vostri, non vi appartengono, ma che magari guarda caso appartengono proprio a quel tipo così carismatico che spicca particolarmente nel vostro gruppo di amici, o ancor peggio, perché semplicemente “tutti fanno così”.

 

Ma ricordatevi che così come non tutti i vestiti stanno bene alle persone…Lo stesso vale per i comportamenti.

Un comportamento di una persona può non star bene su di un’altra, questo perché bisogna adottare comportamenti conformi al proprio Essere, alla propria unicità, RECUPERANDO i propri VERI e NATURALI comportamenti, e non prenderli in prestito dagli altri…

Vi faccio un esempio.

Avete mai visto una ragazza magrolina stare bene con addosso i vestiti di una modella curvy? O al contrario una curvy essere sexy con addosso vestiti di tipe che portano 6/7 taglie in meno?

E allora perché volersi snaturare se di fatto questo non porta ad alcun vantaggio?

Anche con l’Anima succede così.

Abbiate il coraggio di adottare gli abiti del vostro Essere e vedrete che vi calzeranno a pennello!

Volete snaturarvi? Io credo proprio di no..

Io credo che ognuno di noi, in fondo al cuore, abbia questo grande desiderio di tornare un pò come quando era bambino…Puro, privo di costrutti sociali, dover essere e pregiudizi. E soprattutto…LIBERO di ESSERE SE STESSO!!

Quindi, ritornate su quella strada…E’ quella la retta via.

Prendete esempio dai bambini, perché in questa società grigia e spenta fatta di lavoratori infelici, i bambini sono gli unici veri geni in grado di portare un pò di luce donando un pò di Vita, un pò di Movimento,a tutto questo grigiume!

 

Avanti ragazzi, ce la possiamo fare!

Creiamo una società diversa, creiamo un mondo diverso.

Promuoviamo l’autenticità, il coraggio, l’indipendenza, la libertà di essere se stessi, e smettiamola di alimentare come riusciamo, con il nostro tempo e le nostre energie, tutto ciò che promuove l’omologazione o lo schiavismo tra gli uomini (tv, modi di pensare stereotipati che non portano da nessuna parte, tradizioni e pregiudizi nocivi ecc.).

Ce la possiamo fare! Io ci credo!

Voi no?

 

Mi fido di voi, voi però fidatevi di voi stessi…Seriamente, abbiate fede nel vostro potenziale e farete decollare la vostra vita!

Ve lo auguro di cuore!

Inseguite i sogni, non le veline,o i politici o i calciatori famosi!

E soprattutto recuperate il bambino che c’é in voi…E’ quello che siete ed eravate allo stato puro!Ed é PERFEZIONE PURA, voi siete già perfetti.

Ritrovate voi stessi…Quelli autentici!!..Ciò che eravate prima di snaturarvi!

Recuperatevi! Cercatevi e ricercatevi e vedrete che man mano,  pezzo dopo pezzo, inizerete a ri-trovarvi…

Non abbiate paura a percorrere il labirinto del vostro Essere, e ricordatevi…Anche la piccola e confusa Alice nel Paese delle Meraviglie, alla fine, dopo tanti smarrimenti e mari di avventure e di disavventure, é riuscita a ritrovare la Via di Casa…

 

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